Fare l’archivista nel 2014

praticarchivistica

Fare l’archivista al giorno d’oggi è una roba per stomaci forti.
Non è esattamente uno di quei mestieri in cui ci si possa improvvisare (anche se purtroppo sono in tanti a farlo ma se non altro il problema è comune a tanti settori professionali).
Ci vuole un’adeguata formazione non solo nella teoria archivistica tradizionale ma anche – e soprattutto – in tutto ciò che comporta la creazione, gestione e conservazione (nel tempo, MOLTO tempo!) di archivi digitali e ibridi.

Fonte: Pinterest Fonte: Pinterest

Ma non è solo una questione di formazione specifica.
E’ un mondo duro là fuori, il mondo della cultura. Dove è difficile trovare lavoro, ottenere di poterlo fare come va fatto, venire adeguatamente riconosciuti e pagati per ciò che si fa. Nessuna di queste variabili è scontata.
Capirete dunque che non si tratta proprio di una robina all’acqua di rose.
Ecco allora che – secondo noi – è…

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Buoni propositi

E tenere aggiornato un blog facile non è, poi ultimamente sono stata veramente assente.

Stamattina faccio la furba, vi segnalo un giornale on line: Il Mondo degli Archivi, lo conoscete? Penso di sì.

Però ricordare le buone letture non fa mai male, anzi.

Buona giornata e a presto….non è un modo di dire, giuro!

A.

Sigillum

Sigillum, un progetto del CEHR dell’Università cattolica portoghese, mira a inventariare, catalogare e digitalizzare la sigillografia ecclesiastica e secolare del Portogallo prodotta nel Medioevo per formare un catalogo sigillografico nazionale on line.

sigillum

Un progetto sicuramente interessante perché oltre a rendere accessibile a tutti un così ricco patrimonio, prevede anche il restauro e il condizionamento dei sigilli e dei documenti ai quali si accompagnano.

2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 4.400 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 7 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

I manoscritti vaticani in formato digitale

Biblioteca apostolica vaticana, mappa di Pirro di Noha del 1410

Nei prossimi giorni verrà avviata un’importantissima opera di digitalizzazione che riguarderà gli 80.000 manoscritti conservati nella Biblioteca apostolica vaticana. Questo significherà che presto, probabilmente già nel corso del 2013, opere come il Virgilo Vaticano saranno disponibili sul sito della Biblioteca. Il progetto, scaturito da un accordo fra il Vaticano, EMC Corporation e Dedanext, pare che abbia come principale obiettivo la conservazione dei manoscritti più che la loro fruibilità. Perciò ogni pagina verrà acquisita digitalmente ad altissima risoluzione e archiviata nel formato open standard FITS (Flexible Image Transport System), che garantisce la massima riproducibilità, ed è stato chiaramente previsto anche un piano di disaster recovery, in maniera che tutta la bellezza contenuta in essi superi la prova del tempo

Non so se si conserveranno più le riproduzioni digitali o i manoscritti originali, però aspetto con trepidazione il momento in cui potrò sfogliarli, e goderne, dalla mia scrivania.

La Kraus Map Collection

particolare di una mappa del cartografo Marco Antonio Barateri del 1638, conservata presso Harry Ransom Center, Università del Texas, Austin.

La Kraus map collection – conservata presso l’Harry Ransom Center di Austin nel Texas e disponibile in formato digitale sul web – comprende le mappe, i mappamondi e i manoscritti raccolti, durante la sua attività, dall’antiquario newyorkese Hans P. Kraus.

Fra i 70 pezzi della collezione ci sono una cartina di Milano (La gran città di Milano) del 1638, riprodotta qui a fianco, una mappa di Venezia dell’inizio del ‘500 e i mappamondi, terrestri e celesti, di Coronelli e Mercatore, oltre alla corrispondenza manoscritta del cartografo fiammingo Abraham Ortelius.

Sosteniamo la Dichiarazione dei Diritti sugli Archivi

Sul sito dell’ICA, qui, è possibile firmare a sostegno del Dichiarazione dei Diritti sugli Archivi (UDA). La Dichiarazione, approvata all’unanimità dall’assemblea generale dell’ICA, il 17 settembre 2010, vuole rimarcare il ruolo degli archivi come memoria storica unica e irripetibile, oltre che evidenziarne la necessità per la trasparenza e l’efficienza amministrativa e per proteggere i diritti dei cittadini.